Una delle poche note positive, è che finalmente le esigenze e le richieste dei cittadini degli immobili in diritto di superficie, sono entrate in consiglio comunali attraverso i partiti di opposizione (PD e Fratelli d'Italia), che le hanno accolte e tradotte negli emendamenti presentati e ripetiamo puntualmente ignorati. Ci sono, comunque, gli strumenti per tentare di opporsi a quanto accaduto: sono già in corso azioni - come CdQ e Unione Comitati PdZ - per valutare insieme ad altri soggetti e associazioni impegnate sull'argomento, la possibilità di ricorrere al TAR. Il nostro commento fatto in premessa - circa il poco decoroso spettacolo per la democrazia, trova riscontro nei toni e nelle argomentazioni a cui hanno fatto ricorso gli autori di questa delibera. Quindi, affinché ciascuno possa fare le proprie considerazioni circa la reale dimensione dei fatti e della - secondo noi - volgare propaganda fatta dalla maggioranza comunale, vi invitiamo ad ascoltare gli interventi di Donatella Iorio, presidente della commissione Urbanisitica del comune di Roma:
La Iorio rivendica il diritto del comune di Roma fare cassa con le affrancazioni degli immobili ex lege 865/71 perché la legge glielo consente, rimproverando alle amministrazioni precedenti di non averlo fatto. In sostanza la Iorio ritiene che in ragione del diritto del Comune di fare cassa si possano tartassare i proprietari degli alloggi PEEP chiedendo dei corrispettivi di trasformazioni basati su stime arbitrarie dei valori dei terreni che sono in molti casi pari a 6-7 quelli sostenuti dal comune per acquistare i terreni stessi. A nostro modo di vedere, questo maniera di operare è invece un' ipocrita operazione di speculazione consumata ai danni dei cittadini dei PEEP con il solo fine di risollevare il dissestato bilancio comunale. Oltre alla Iorio è particolarmente significativo da questo punto di vista seguire l'intervento del consigliere cinquestelle Pietro Calabrese:
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In pratica, Calabrese sostiene che chi vive chi vive nei pdz è un privilegiato e che questa delibera guarda all'interesse generale della città e non di una sua parte. Peraltro il presupposto del suo intervento è assolutamente falso laddove sostiene che i Pdz sono stati realizzati con finanziamenti pubblici: questo non è vero nè per Colle Parnaso nè per molti altri piani di zona. Nei fatti, la delibera, al contrario della precedente di Tronca, non fa alcuna differenza tra chi ha usufruito di contributi pubblici e chi no ed ignora completamente il problema di chi ha acquistato l'immobile a prezzo di mercato a causa della negligenza nei controlli e dell'irresponsabile condotta dello stesso comune. Insomma, secondo Calabrese, i privilegiati siamo noi e dobbiamo pagare un salatissimo conto per l'interesse pubblico e per la collettività.